La difesa russa

Pubblicato da Andrea Pastore 07/09/2015

La difesa russa, chiamata così in onore del russo Petrov che la analizzò nell'Ottocento, è un'apertura caratterizzata dalle mosse:

  1. e4,e5;

  2. Cf3, Cf6;

È una difesa molto valida, in cui il bianco mantiene un piccolo vantaggio posizionale, ma difficile da mettere a frutto. Per questo viene giocata frequentemente anche agli alti livelli, uno dei più illustri utilizzatori è stato il russo Anatoly Karpov . Il nero si disinteressa della minaccia al pedone in e5 e copia la mossa del bianco, minacciando il pedone in e4. Il bianco può scegliere tre alternative principali:
variante classica

La più giocata, consiste nel catturare il pedone in e5. In questo caso il nero deve prima allontanare il cavallo giocando 3. …, d6, e solo alla mossa successiva catturare il pedone. Il pedone in d6 deve essere spinto quanto prima in d5, per non lasciare troppo spazio al bianco.

Gambetto Cochrane
Dallo schema della difesa classica si giunge a questo schema se il bianco non ritira il cavallo dopo 3. ..., d6. Sacrificando il cavallo si fa uscire allo scoperto il re avversario, che non potrà più arroccare. Questa continuazione è la meno giocata, anche se lo svantaggio materiale è compensato dalla disposizione dei pezzi. Dopo l'inevitabile cattura del cavallo da parte del nero il bianco può giocare Cc3 per difendere il pedone in e4 e contemporaneamente sviluppare un pezzo; oppure Ac4 per attaccare subito il re avversario.

 

Attacco moderno

in questa variante il bianco rinuncia a catturare il pedone per continuare lo sviluppo dei propri pezzi, giocando alla quarta mossa

      1. d4

il nero può catturare uno dei pedoni bianchi, giocare d5 continuando a giocare una partita simmetrica oppure d6. Quest'ultima è la meno giocata perché conduce ad un gioco molto piatto da parte del nero.

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