Articoli dell'autore: Andrea Pastore

La storia degli scacchi

Pubblicato da Andrea Pastore il 20/09/2015

Le origini degli scacchi non sono note con certezza, si suppone che siano nati in India o nell'impero Sasanide. Sono stati introdotti in Europa dagli arabi intorno all'anno mille nei loro territori, da cui poi si diffusero in tutto il continente. Nel tempo divenne sempre più popolare: intorno al XVI secolo si diffusero i primi giocatori famosi, ospitati dai signori italiani (all'epoca l'Italia era la culla degli scacchi) e dai re spagnoli nelle loro corti, dove si organizzavano tornei con ricchi premi. Il mecenatismo dei potenti diede un grande contributo allo sviluppo tecnico degli scacchi, che raggiunse livelli fino ad allora sconosciuti.

Intorno alla metà del Settecento Philidor, considerato il più grande scacchista del suo tempo, introdusse il concetto di strategia, sconosciuto fino ad allora: i giocatori infatti adottavano uno stile spericolato, basato solo sulla tattica e non sulle considerazioni a lungo tempo. Altri grandi scacchisti continuarono sulla strada tracciata da Philidor, ma per tutto l'Ottocento i giocatori continuarono a preferire combinazioni spettacolari.

Questi giocatori erano detti “romantici”. Nell'Ottocento venne anche organizzato quello che può essere definito il primo grande torneo internazionale degli scacchi, svolto a Londra nel 1851. Verso la fine dell'Ottocento nasce la scacchistica moderna, che si distacca dallo stile spericolato dei giocatori romantici. Nel 1924 nasce la Fide, federazione internazionale degli scacchi, che organizza il campionato del mondo ed assegna i titoli di maestro e gran maestro degli scacchi. In molti paesi del mondo gli scacchi vengono insegnati nelle scuole, perché sono uno strumento eccezionale per migliorare la capacità di concentrazione, di memoria e di gestire situazioni sempre più complesse.

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Finali di pezzi pesanti

Pubblicato da Andrea Pastore il 15/09/2015

Re e donna (o torre) contro re

Questi finali sono ovviamente vinti: bisogna portare il re avversario nell'angolo, restringendo continuamente il suo raggio di azione. Quando il re nemico si trova sul bordo l'attaccante porta il suo re nei pressi del re nemico e può dare scacco matto. Leggi tutto...

La difesa russa

Pubblicato da Andrea Pastore il 07/09/2015

La difesa russa, chiamata così in onore del russo Petrov che la analizzò nell'Ottocento, è un'apertura caratterizzata dalle mosse:

  1. e4,e5;

  2. Cf3, Cf6; Leggi tutto...

La partita scozzese

Pubblicato da Andrea Pastore il 06/09/2015

La partita scozzese è un'apertura che sta riguadagnando popolarità dopo un lungo periodo di oblio. Viene usata anche ad alti livelli  per cercare di sorprendere l'avversario che dopo le prime due mosse potrebbe aspettarsi la partita spagnola, molto più popolare e studiata. È determinata dalle mosse:
1. e4, e5;
2. Cf3, Cf6;
3. d4 Leggi tutto...

Corso di scacchi, lezione 7: il tempo

Pubblicato da Andrea Pastore il 06/09/2015

Negli scacchi oltre ai pezzi c'è una risorsa su cui forse ci si sofferma di meno, ma non meno importante: il tempo. Nei tornei bisogna confrontarsi sia col tempo reale a disposizione (i giocatori hanno un tempo complessivo per le proprie mosse, se un giocatore esaurisce il tempo a sua disposizione perde la partita), sia col tempo di gioco scandito dalle mosse.  Ogni piano ha bisogno di un certo numero di mosse per essere realizzato, nel prepararlo bisogna domandarsi questo tempo non sia eccessivo e soprattutto bisogna chiedersi quali sono le intenzioni del nostro avversario e di  quanto tempo ha bisogno per attuare il suo piano.
All'inizio della partita il bianco ha un piccolo vantaggio, perché muove per primo: il nero reagisce alle sue mosse, e se il bianco non perde questo vantaggio facendo una mossa inutile (in tal caso si dice che perde un tempo. Ad alti livelli può essere un errore fatale, che può essere pagato con la sconfitta) avrà qualche possibilità in più di vincere la gara (man mano che prosegue, però, questo vantaggio si assottiglia fino a scomparire).
Essere in vantaggio di una mossa può essere determinante in una partita a scacchi, per questo motivo i gambetti sono così popolari: si concede un piccolo vantaggio materiale in cambio di una mossa di vantaggio, che chiaramente andrà valorizzata.

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